Divario digitale: la montagna ancora senza banda larga

di Michele Facci
di Michele Facci

Nell’appennino bolognese le connessioni Internet sono lentissime

La copertura Internet in Emilia-Romagna è abbastanza differenziata a seconda dei territori e della loro distanza dai maggiori centri abitati.
La percentuale media regionale delle famiglie raggiunte dalla rete Internet è la seguente (calcolo effettuato sulla velocità di connessione):

– 5,4 % velocità inferiore a 2 Mbps;
– 23,2% velocità tra 2 e 30 Mbps;
– 31,6% velocità tra 30 e 100 Mbps;
– 39,8% velocità superiore a 100 Mbps

Nell’area metropolitana di Bologna, la percentuale media delle famiglie è invece la seguente:

– 4,5 % velocità inferiore a 2 Mbps;
– 17,3% velocità tra 2 e 30 Mbps;
– 22,2% velocità tra 30 e 100 Mbps;
– 56,0% velocità superiore a 100 Mbps

Tuttavia, a fronte di una percentuale decisamente elevata (rispetto alla media regionale) per la connettività superiore a 100 Mbps, concentrata prevalentemente nell’area a ridosso della città di Bologna, nell’appennino bolognese si assiste alle maggiori criticità e deficienze infrastrutturali digitali.

Come si evince dalla seguente tabella, i Comuni di Camugnano e di S. Benedetto Val di Sambro sono quelli che presentano i dati peggiori, con la più alta percentuale di famiglie con connettività Internet inferiore a 2 Mbps, rispettivamente il 67,6% e il 60,7%.

Inoltre, ben 6 Comuni (Camugnano, Castel d’Aiano, Castiglione dei Pepoli, Gaggio Montano, Lizzano in Belvedere e S. Benedetto Val di Sambro) non sono raggiunti da alcuna connettività superiore a 30 Mbps, mentre per altri (Alto Reno Terme e Monghidoro) la connessione superiore a 30 Mbps è del tutto irrilevante.

Per quanto riguarda i plessi scolastici nella montagna bolognese, a fronte di una media regionale del 52,74% di scuole connesse in fibra con velocità 1 Gbps (pari a 1.638 su 3.106), ed una media provinciale del 55,94% (pari a 358 scuole nell’area metropolitana di Bologna), nelle Valli del Reno e del Setta la media scende a circa il 40%, con alcuni Comuni completamente privi di connessione veloce per le proprie scuole, come Marzabotto, Vergato, Castel d’Aiano, Gaggio Montano, Lizzano in Belvedere, Castel di Casio, per un totale di 32 plessi.

Invero, a livello nazionale sono stati recentemente pubblicati alcuni bandi (“Italia a 1 giga”), finanziati con fondi (l’importo complessivo è di quasi 3,7 miliardi di euro) provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nell’ambito della Strategia nazionale per la Banda Ultra Larga.
Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, in relazione al primo bando pubblicato il 15 gennaio u.s., sono previsti investimenti fino a un massimo di 241 milioni e 370.000 euro per la cablatura veloce di 450.000 civici.

In relazione al bando per la connessione delle scuole, pubblicato il 22 gennaio u.s., sono invece previsti quasi 13 milioni di euro per 656 scuole di Emilia-Romagna, Marche ed Umbria.

Viste le importanti risorse complessivamente previste (tra le quali 1 mld del programma regionale di sviluppo FESR 2021-2017 per “sostenere un rilancio capace di coniugare qualità del lavoro, incremento della produttività e valore aggiunto, innovazione tecnologica, ambientale e sociale, attrattività e apertura internazionale, accompagnando il sistema regionale nella transizione ecologica e nella trasformazione digitale e contribuendo a ridurre le diseguaglianze economiche, sociali, di genere, generazionali e territoriali), ho ritenuto necessario chiedere alla Giunta regionale (leggi qui), di sostenere prioritariamente i territori con le percentuali più basse di copertura Internet, e quindi quelli della montagna ed aree interne.

La risposta da parte dell’Assessore Paola Salomoni, giunta in aula il 5 aprile u.s., è stata netta: niente risorse dai Fondi FESR.
Invece, le risorse del programma B.U.L. , gestite da Infratel tramite la propria società Open Fibra, non sappiamo quando potranno essere utilizzate, in quanto i tempi di realizzazione sono stati sinora ampiamente disattesi, stante l’assenza di un programma di pianificazione degli interventi.
Per gli interventi nelle scuole, infine, la previsione di una gestione interregionale impedisce di coinvolgere la “nostra” società Lepida, ed anche qui non vi è pertanto alcuna garanzia di tempi e di risultato.

Del tutto senza risposta sono rimaste le richieste di conoscere “quali e quante siano le risorse effettivamente destinate a colmare il digital divide per famiglie e imprese nel territorio dell’appennino bolognese, con particolare riferimento a quei Comuni ancora sprovvisti di connessione ad alta velocità, come quelli della Media ed Alta Valle del Reno e del Setta“, così come “gli effettivi tempi previsti per la realizzazione delle infrastrutture digitali ancora mancanti nell’appennino bolognese”.

In sostanza: la connessione Internet nelle aree montane non rientra tra le priorità della Regione Emilia-Romagna.



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Michele Facci

Michele Facci

Bolognese di nascita e Porrettano di adozione, vivo e lavoro tra l’Appennino e la Città. Avvocato cassazionista. Consigliere dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 2018. Attualmente componente delle Commissioni regionali II (Politiche economiche), III (Territorio, ambiente e mobilità) e IV (Politiche per la salute e politiche sociali), nonché membro del Comitato di sorveglianza sul Programma operativo regionale FSE 2014-20.

Michele Facci

Michele Facci

Bolognese di nascita e Porrettano di "adozione", vivo e lavoro tra l’Appennino e la Città. Avvocato cassazionista. Consigliere dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 2018. Attualmente componente delle Commissioni regionali II (Politiche economiche), III (Territorio, ambiente e mobilità) e IV (Politiche per la salute e politiche sociali), nonché membro del Comitato di sorveglianza sul Programma operativo regionale FSE 2014-20.

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