Sanità bolognese: l’attesa infinita

di Michele Facci
di Michele Facci

Facciamo il punto sulle liste di attesa nella chirurgia dell’area di Bologna

L’emergenza dovuta alla pandemia da Coronavirus ha riportato all’attenzione pubblica la drammatica attualità delle liste di attesa in ambito sanitario, aggravate dalla pressoché completa sospensione delle prestazioni stesse: questo ha inciso in maniera significativa sul livello di salute delle comunità, a causa delle complicanze dovute al prolungamento dei tempi di intervento, ovvero delle rinunce definitive a cui moltissime persone sono state costrette, così da aumentare ulteriormente le diseguaglianze sociali tra chi ha potuto ricorrere alla Sanità privata, e chi invece no.

Già nella primavera 2019, “con l’obiettivo prioritario di avvicinare ulteriormente la sanità pubblica ai cittadini, individuando elementi di tutela e di garanzia volti ad agire come leve per incrementare il grado di efficienza e di appropriatezza di utilizzo delle risorse disponibili”, il Governo nazionale aveva adottato il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa, per realizzare, insieme alle Regioni e Province Autonome, “azioni complesse e articolate, fondate sulla promozione del principio di appropriatezza nelle sue dimensioni clinica, organizzativa e prescrittiva, a garanzia dell’equità d’accesso alle prestazioni”.

La Regione Emilia-Romagna, con la DGR 603 del 15 aprile 2019[2], aveva redatto il “Piano Regionale di Governo delle liste di attesa (Prgla) per il triennio 2019-2021”, con il quale era stato stabilito, tra le altre disposizioni:

– di recepire l’Intesa Stato-regioni del 21 febbraio 2019;

– di adottare il Piano regionale di governo delle liste di attesa per il triennio 2019-2021, stabilendo la data dal 23 aprile 2019 per la sua entrata in vigore;

– di disporre che le Aziende USL, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera o Ospedaliera-Universitaria o eventuale IRCCS di riferimento, adottino, entro 60 giorni dall’approvazione del presente Piano regionale, un Programma attuativo aziendale;

– di istituire un Osservatorio Regionale sulle liste di attesa delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e di ricovero, con lo scopo di definire eventuali strategie innovative ed efficienti per la semplificazione dell’accesso ai servizi sanitari da parte dei cittadini;

– di rimandare a successivo atto del Direttore generale la definizione dei gruppi tecnici con lo scopo di valutare il Programma attuativo e monitorare nelle diverse Aziende sanitarie le azioni inerenti al contenimento dei tempi di attesa;

– di confermare la necessità di utilizzare a livello aziendale e regionale, tutti gli strumenti finalizzati al governo dei tempi di attesa indicati nelle disposizioni normative;

– di rimandare a successivo provvedimento l’approvazione del piano attuativo, inerente sia la specialistica che i ricoveri programmati, delle previsioni contenute nella L. n. 145/2018 commi 510, 511, 512 che riguardano l’assegnazione di risorse per l’attivazione di interventi volti a ridurre i tempi di attesa nell’erogazione delle prestazioni sanitarie mediante l’implementazione e l’ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche legate ai sistemi di prenotazione elettronica per l’accesso alle strutture sanitarie;

Il “Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa”, espressamente richiamato dal Piano regionale, stabilisce i tempi massimi di attesa di tutte le prestazioni ambulatoriali e di quelle in regime di ricovero erogate sul proprio territorio, e che i tempi massimi stabiliti dalle Regioni non possono essere superiori a quelli nazionali.

Per quanto riguarda le prestazioni in regime di ricovero programmato, il Piano nazionale stabilisce che le Regioni e Province Autonome prevedano l’uso sistematico delle Classi di priorità, definite in coerenza con quanto già indicato nell’ambito dell’Accordo dell’11 luglio 2002 e del PNCTA 2006-2008 e del PNGLA 2010-2012 di cui alla seguente tabella:

A seguito di accesso agli atti del sottoscritto (articolo 30 Giunta, nr. 2022/155) per conoscere lo stato delle liste di attesa per le prestazioni di chirurgia (ospedaliera ed in regime di day hospital) nella provincia di Bologna, in data 23 marzo 2022 la Regione Emilia-Romagna ha divulgato i seguenti dati:

I numeri forniti sono impressionanti: nella sola area sanitaria di Bologna, quasi il 61% dei pazienti in lista d’attesa ha già superato il tempo massimo previsto per ricevere la prestazione (13.873 pazienti su un complessivo di 22.826), e di questi 1.184 sono di classe A, ovvero  “casi clinici che potenzialmente possono aggravarsi rapidamente al punto da diventare emergenti, o comunque da recare grave pregiudizio alla prognosi”, e che dovrebbero ricevere la prestazione entro un tempo massimo di 30 giorni.

Alla luce di questo trend negativo in verosimile crescita, diventa prioritario conoscere come il Servizio sanitario regionale intenda operare per garantire il rispetto dei tempi stabiliti a livello normativo, e tutelare fino in fondo il diritto dei cittadini alle prestazione sanitarie pubbliche, come espressamente ribadito dall’Amministrazione regionale nelle proprie linee di mandato.

Questa l’interpellanza presentata insieme al Collega Daniele Marchetti per la quale attendiamo risposta.



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Michele Facci

Michele Facci

Bolognese di nascita e Porrettano di adozione, vivo e lavoro tra l’Appennino e la Città. Avvocato cassazionista. Consigliere dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 2018. Attualmente componente delle Commissioni regionali II (Politiche economiche), III (Territorio, ambiente e mobilità) e IV (Politiche per la salute e politiche sociali), nonché membro del Comitato di sorveglianza sul Programma operativo regionale FSE 2014-20.

Michele Facci

Michele Facci

Bolognese di nascita e Porrettano di "adozione", vivo e lavoro tra l’Appennino e la Città. Avvocato cassazionista. Consigliere dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 2018. Attualmente componente delle Commissioni regionali II (Politiche economiche), III (Territorio, ambiente e mobilità) e IV (Politiche per la salute e politiche sociali), nonché membro del Comitato di sorveglianza sul Programma operativo regionale FSE 2014-20.

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