Dentro la “balena grigia”: viaggio negli sprechi della Regione (parte 1)

di Michele Facci
di Michele Facci

Le Locazioni – L’immobile di Via Aldo Moro 32-34-36 e 38 (Fiera District)

In data 30 dicembre 2004, la Regione Emilia-Romagna ha sottoscritto un contratto di locazione con la società Alleanza assicurazione spa (divenuta successivamente Generali Real Estate s.p.a. – Società di gestione del risparmio), avente ad oggetto l’utilizzo di locali ad uso ufficio e 133 posti auto posti in Bologna – fiera District – viale Aldo Moro n° 32, 34, 36 e 38 per un importo complessivo annuo di 3.623.020,93 (IVA compresa).

Tale canone è stato ridotto del 15% in attuazione dell’articolo 24 del decreto legge 66/2014 (c.d. Spending Review 3), con decorrenza 1.7.2014, per un importo finale di € 3.079.567,79 IVA compresa.

Poiché il contratto andava a scadere il 31 dicembre 2016, l’Agenzia del Demanio, in virtù della Legge regionale n° 1 del 30 gennaio 2014  (“Disposizioni in ordine al contenimento e razionalizzazione della spesa regionale per locazioni passive”), nonché in attuazione del comma 388 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013 n° 147, rilasciava parere di congruità per il rinnovo del contratto,  determinando il canone di locazione annuo nella minor somma di € 1.982.500 (i.c.).

A seguito di questa stima, la Regione Emilia Romagna proponeva alla società proprietaria dell’immobile in questione il rinnovo del contratto alla somma come rideterminata dall’Agenzia del Demanio. Tuttavia, la proprietà comunicava di voler esercitare il diritto di recesso in quanto l’entità della riduzione del canone come disposta dall’Agenzia del Demanio era tale da non consentire la prosecuzione del rapporto locativo.

La Legge regionale 1/2014, in caso di contratti non rinnovabili alla scadenza, onera l’amministrazione regionale ad individuare in tempo utile soluzioni allocative alternative ed economicamente più vantaggiose. Nelle more, l’amministrazione può dare continuità ai contratti in essere, previa autorizzazione della giunta regionale alla prosecuzione dell’utilizzo dell’ immobile dopo la scadenza.

La Regione Emilia-Romagna ha quindi continuato ad occupare gli immobili in questione anche dopo la scadenza del contratto – e quindi per gli anni 2017, 2018, 2019 e 2020 – pagando ogni anno alla proprietà la somma annua di  € 3.079.567,79 IVA compresa,  nonostante detto importo fosse già stato considerato non congruo dall’Agenzia del Demanio, con un maggior costo annuo di € 1.097.067,79, e quindi, nei quattro anni di proroghe, di complessivi € 4.388.271,16 (i.c.).

Ma non è finita.

Con determina dirigenziale numero 23041 del 23 dicembre 2020, la Regione Emilia-Romagna ha approvato il rinnovo del contratto di locazione con la Società Generali Real Estate s.p.a. – Società di gestione del risparmio con socio unico, con decorrenza dal 1.1.2021 al 31.12.2026, al canone annuo di € 2.562.000,00 IVA compresa, aggiungendo agli immobili precedentemente considerati (il complesso 32-34-36-38, “Fiera District”) un ulteriore piano (il diciottesimo) nonostante il canone per la precedente locazione fosse già stato ritenuto non congruo dall’Agenzia del Demanio, e quindi con una differenza in aumento di € 579.500 (i.c.) per annualità.

Ricapitoliamo:

– la Regione ha in essere con una società privata un contratto di locazione, per tutto il complesso di uffici e parcheggi di viale Aldo Moro 32-34-36-38 (Fiera District), e paga all’anno la modica somma di oltre 3,5 milioni di Euro (!).

– A quel punto interviene lo Stato che non solo impone a tutti gli Enti pubblici di ridurre del 15% il costo delle locazioni passive, ma stabilisce anche che i rinnovi possono essere effettuati se autorizzati con nulla-osta dall’Agenzia del Demanio, a pena di nullità del contratto.

– La Regione Emilia-Romagna decide quindi, alla scadenza del contratto in data 31.12.2016, di continuare ad occupare gli immobili per altri 4 anni, pagando complessivamente oltre 4 milioni in più rispetto alla valutazione di congruità dell’Agenzia del Demanio.

– Poi aggiunge un piano di uffici al complesso precedente, e stipula un nuovo contratto di locazione ad un prezzo nettamente superiore rispetto a quello valutato congruo.

Il nuovo piano aggiunto è tale da giustificare quasi 600.000 € annui (i.c.) di maggior spesa rispetto al valore ritenuto congruo ?

La nuova locazione è stata autorizzata dall’Agenzia del Demanio, visto che nei fatti si tratta sempre del rinnovo della precedente ?

Gli oltre 4 milioni pagati dalla Regione per ben 4 anni di occupazione senza titolo rappresentano una spesa correttamente effettuata, o invece rappresentano un danno erariale ?

Domande tutte a cui qualcuno dovrà necessariamente rispondere.

(-continua)

Le norme ed atti della Regione citati sono consultabili qui

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Michele Facci

Michele Facci

Bolognese di nascita e Porrettano di adozione, vivo e lavoro tra l’Appennino e la Città. Avvocato cassazionista. Consigliere dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 2018. Attualmente componente delle Commissioni regionali II (Politiche economiche), III (Territorio, ambiente e mobilità) e IV (Politiche per la salute e politiche sociali), nonché membro del Comitato di sorveglianza sul Programma operativo regionale FSE 2014-20.

Michele Facci

Michele Facci

Bolognese di nascita e Porrettano di "adozione", vivo e lavoro tra l’Appennino e la Città. Avvocato cassazionista. Consigliere dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 2018. Attualmente componente delle Commissioni regionali II (Politiche economiche), III (Territorio, ambiente e mobilità) e IV (Politiche per la salute e politiche sociali), nonché membro del Comitato di sorveglianza sul Programma operativo regionale FSE 2014-20.

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