La Montagna senza medico sportivo

di Michele Facci
di Michele Facci

La Sanità in Montagna, quante criticità!

La medicina dello sport è una specializzazione multidisciplinare integrata, in quanto accerta l’idoneità sportiva e valuta i comportamenti e le modificazioni dell’organismo indotte dall’attività sportiva stessa, affinché permangano nei limiti fisiologici di ciascuno e non vi sia danno ma vantaggio in ambito psico-fisico.

Il ruolo del medico sportivo, quindi, è rilevante su tutto ciò che gravita attorno all’attività fisica e sportiva: l’alimentazione, la valutazione funzionale per l’allenamento e per la performance sportiva, la traumatologia dello sport, la riabilitazione post-infortunio, la psicologia dello sport, la prescrizione dell’esercizio fisico (ovvero l’ utilizzo dell’esercizio fisico come un vero e proprio farmaco e come tale prescritto su base individuale). Non va dimenticato, inoltre, che sono di competenza del medico sportivo importanti azioni di prevenzione come la lotta al doping e all’abuso di farmaci nello sport.

Nella scorsa primavera, presso l’ospedale di Alto Reno Terme è stato sospeso il servizio relativo alla presenza del Medico dello Sport,  e da allora – a differenza degli altri servizi sanitari egualmente sospesi in via temporanea-  non è più stato riattivato.

Per ottemperare a quanto richiesto dal punto di vista normativo per praticare attività sportiva in sicurezza, e per poter partecipare a gare e campionati, gli atleti che abitano nelle zone dell’appennino sono quindi costretti a spostarsi e rivolgersi ad altre strutture, spesso private, anche fuori Regione, con inevitabili disagi per le famiglie di riferimento, e con conseguenti costi aggiuntivi.

Attualmente, poichè anche all’ospedale di Vergato il servizio risulta sospeso, il più vicino ambulatorio Asl che effettua visite medico-sportive si trova a Casalecchio di Reno, e quindi a ridosso della città, dove comunque i tempi di attesa sono lunghi.

Tale situazione di disagio è stata ampiamente denunciata da parte delle maggiori associazioni sportive del territorio, in una lettera inviata ai massimi vertici sanitari ed istituzionali, senza ricevere tuttavia alcun concreto riscontro.

Nello stesso programma di mandato 2020-2025 della Giunta regionale, l’attività sportiva risulta ampiamente (formalmente) supportata, con l’obiettivo di far diventare “l’Emilia-Romagna … la Sport Valley del Paese, attraendo atleti e turisti da un lato, ma anche valorizzando appieno la fitta rete di associazioni e società del territorio che rappresentano una parte essenziale del nostro essere comunità (Pag. 12);

Sempre nel programma di mandato, nel capitolo dedicato (“IN EMILIA-ROMAGNA VINCE LO SPORT”, pag. 84), è prevista l’ “Approvazione del Piano triennale dello sport 2021-2023, documento fondamentale di programmazione nell’ambito del settore”, nonché l’ “Attuazione della Carta Etica dello Sport per la promozione dei valori sociali e dei principi educativi della pratica motoria e sportiva”.

Più in generale, il programma di mandato prevede di “RIDURRE LE DISEGUAGLIANZE E REALIZZARE NUOVI SERVIZI DI PROSSIMITÀ PER LE PERSONE (pag. 17): “Il COVID-19 ha accelerato alcune dinamiche già presenti, consegnandoci la responsabilità di un’accurata ricostruzione del tessuto sociale nel dopo emergenza. La vera sfida sarà ricostruire puntando a correggere le storture, a partire dalla riduzione dalle diseguaglianze sociali, economiche, territoriali e di genere. La Regione intende innovare e adeguare tutti i propri strumenti per rispondere tanto alle fragilità preesistenti quanto ai nuovi bisogni emersi con l’emergenza COVID-19, per non lasciare nessuno indietro…”

L’assenza nell’Ospedale di Alto Reno Terme di un presidio socio-sanitario quale quello di Medicina dello sport non è più ulteriormente sostenibile, nell’ottica di garantire agli abitanti di quella zona appenninica piena tutela e pari dignità ed opportunità rispetto agli altri territori dell’area metropolitana di Bologna, e si pone in aperto contrasto con gli obiettivi ampiamente dichiarati dalla Regione Emilia-Romagna nel proprio programma di mandato.

Nei giorni scorsi, ho presentato un’interrogazione alla Regione (leggi qui), per conoscere i motivi del mancato ripristino del servizio di Medicina dello sport presso l’Ospedale di Alto Reno Terme, e quali iniziative intenda adottare per eliminare i continui disagi agli sportivi ed alle loro famiglie dimoranti nel territorio della Media ed Alta Valle del Reno.

Aggiornamento:
Alla data del 13 marzo 2022, non risulta ancora pervenuta nessuna risposta.

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Michele Facci

Michele Facci

Bolognese di nascita e Porrettano di adozione, vivo e lavoro tra l’Appennino e la Città. Avvocato cassazionista. Consigliere dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 2018. Attualmente componente delle Commissioni regionali II (Politiche economiche), III (Territorio, ambiente e mobilità) e IV (Politiche per la salute e politiche sociali), nonché membro del Comitato di sorveglianza sul Programma operativo regionale FSE 2014-20.

Michele Facci

Michele Facci

Bolognese di nascita e Porrettano di "adozione", vivo e lavoro tra l’Appennino e la Città. Avvocato cassazionista. Consigliere dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 2018. Attualmente componente delle Commissioni regionali II (Politiche economiche), III (Territorio, ambiente e mobilità) e IV (Politiche per la salute e politiche sociali), nonché membro del Comitato di sorveglianza sul Programma operativo regionale FSE 2014-20.

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