Che fallimento il “bonus pc” per la montagna!

di Michele Facci
di Michele Facci

Il “Bonus Pc” per le zone montane è stato un fallimento, necessario rivedere i criteri

L’epidemia da Coronavirus esplosa nel mese di marzo 2020, con l’interruzione della didattica e la chiusura degli Istituti scolastici, oltre all’imposizione di forme di lavoro a distanza, ha posto in evidenza l’importanza basilare dell’utilizzo di un sistema di connessione veloce alla rete Internet, oltre al possesso di adeguati strumenti hardware.

I recenti provvedimenti ministeriali, a cui hanno fatto seguito quelli regionali, hanno riportato di attualità la modalità della didattica a distanza (da ultimo, per l’Emilia-Romagna: Decreto n. 205 del 26 ottobre 2020), oltre alla previsione dello smart working nella pubblica amministrazione, e l’ulteriore incentivazione del “lavoro agile” nel settore privato.

Sulla scorta di tali mutate necessità, e con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento dei territori periferici, la Regione Emilia-Romagna ha stanziato oltre 4 milioni di euro per sostenere le famiglie delle aree montane, con la previsione di un voucher di 500 euro per la connessione ad Internet, o per l’acquisto di un pc o tablet.

Come dichiarato dalla Regione con il comunicato del 5 novembre u.s.,  “…Da lunedì 9 novembre le famiglie dei comuni montani dell’Emilia-Romagna con un reddito Isee inferiore ai 20.000 euro potranno infatti fare richiesta per un voucher da 500 euro da utilizzare per stipulare un contratto per la fornitura di una connessione internet e per l’acquisto di un pc o di un tablet per navigare online”.

L’iniziativa, inserita nell’ambito del Piano nazionale voucher  lanciato dal Comitato banda ultra larga (Cobul) insieme alle Regioni, prevede un contributo complessivo di 4.337.00 euro per le 8.600 famiglie residenti in tutti i 119 Comuni montani.

In una fase successiva, la previsione è quella di estendere il sostegno (altri 8 milioni di euro) anche alle famiglie con reddito Isee fino ai 50.000 euro e contributi fino a 12 milioni di euro per coinvolgere le imprese delle zone di montagna.

Evitare lo spopolamento dell’Appennino è una delle sfide più importanti per questa Giunta, e crediamo fortemente che colmare il divario digitale con la pianura sia una delle chiavi per avere successo, specialmente dopo che la pandemia ci ha abituati alla fruizione virtuale di tantissimi servizi, a partire ad esempio dalla didattica a distanza: una montagna ben connessa a Internet è più attrattiva in particolare per i giovani, nell’immediato come in prospettiva di vita, e abbiamo ritenuto fondamentale iniziare aiutando le famiglie più in difficoltà economica. E questa è solo la prima parte di un progetto che muoverà risorse per 24 milioni di euro, che l’Emilia-Romagna ha scelto di dedicare esclusivamente ai comuni dell’Appennino e che si inserisce in un solco di investimenti e attenzioni in cui rientrano ad esempio i lavori per dotare di banda larga quasi 250 scuole di montagna” – sono state le dichiarazioni degli Assessori Lori e Salomoni in merito all’adozione di questa misura.

Per ottenere i voucher, tuttavia, gli utenti erano obbligati a rivolgersi agli operatori di telecomunicazioni che hanno deciso di aderire all’iniziativa (l’elenco aggiornato è disponibile sui siti www.bandaultralarga.italia.it e www.infratelitalia.it), ed attivare una utenza di connettività Internet. Egualmente in caso di acquisto di un personal computer o un tablet: per ottenere il bonus di 500€ non era consentito il libero acquisto presso qualsivoglia esercizio commerciale, bensì occorreva necessariamente rivolgersi ad un operatore TLC, e richiedere sia la fornitura dell’hardware, sia il contratto per un servizio di connettività ad almeno 30 Mbit/s.

La logica conseguenza della imposizione di queste condizioni è stata che solo gli operatori telefonici hanno potuto gestire l’intero processo – e non solo la parte relativa alla connessione alla rete – compresa la consegna agli aventi diritto di modem, personal computer e tablet in comodato d’uso.

Secondo i dati diffusi dalla Regione Emilia-Romagna (pratica 147/2021), alla data del 10.2.2021 il numero complessivo di voucher prenotati o attivati è stato solamente pari a n° 284, vale a dire il 3,3 % della platea originariamente considerata (8600 famiglie residenti nei 119 Comuni montani), mentre l’importo complessivo dei voucher attivati o prenotati alla data del 8 marzo 2021 è stato di soli € 161.000 (su 4.337.000) pari al 3,7% del totale stanziato.

E’ di tutta evidenza, quindi, come l’importo delle risorse erogate per la connettività in montagna sia risultato del tutto insignificante, circostanza che testimonia l’inadeguatezza della misura di sostegno alle famiglie ivi residenti, con particolare riferimento alle concrete modalità di fruizione.

Per questo motivo, alla luce dell’evidente fallimento della misura di sostegno c.d. “bonus pc” (o connettività), prevista per le famiglie residenti nei 119 Comuni montani del territorio regionale, abbiamo chiesto alla Giunta (leggi qui) di modificare le modalità di fruizione  della predetta misura, così da permettere al maggior numero di famiglie di poterne realmente beneficiare.

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Michele Facci

Michele Facci

Bolognese di nascita e Porrettano di adozione, vivo e lavoro tra l’Appennino e la Città. Avvocato cassazionista. Consigliere dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 2018. Attualmente componente delle Commissioni regionali II (Politiche economiche), III (Territorio, ambiente e mobilità) e IV (Politiche per la salute e politiche sociali), nonché membro del Comitato di sorveglianza sul Programma operativo regionale FSE 2014-20.

Michele Facci

Michele Facci

Bolognese di nascita e Porrettano di "adozione", vivo e lavoro tra l’Appennino e la Città. Avvocato cassazionista. Consigliere dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 2018. Attualmente componente delle Commissioni regionali II (Politiche economiche), III (Territorio, ambiente e mobilità) e IV (Politiche per la salute e politiche sociali), nonché membro del Comitato di sorveglianza sul Programma operativo regionale FSE 2014-20.

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