Porrettana ancora KO, l’Alto Reno vede buio

Tra le attività economiche particolarmente colpite dall’emergenza Covid, un dato di rilievo rivestono quelle della montagna bolognese poste in prossimità del confine regionale con la Toscana, a causa dei limiti agli spostamenti tra Regioni via via succedutisi nei mesi scorsi, e tuttora presenti.

In particolare, nell’Alta Valle del Reno, il collegamento con la Regione Toscana risulta assolutamente importante e strategico in chiave di recettività turistica e di opportunità di sviluppo economico e commerciale.

La Regione Emilia-Romagna, per supportare le attività economiche degli Appennini, anche in termini di contrasto allo spopolamento dei territori montani, ha di recente introdotto alcune misure economiche di sostegno (come la L.R. 1/2020), importanti ma non certo sufficienti per garantire il necessario aiuto ad un settore in crisi. In particolare, dette iniziative, pur degne di rilievo, rischiano di restare “lettera morta” se non accompagnate da corrispondenti politiche di supporto alle infrastrutture, fondamentali per impedire l’isolamento dei territori montani.

Come sappiamo, per quanto riguarda l’area metropolitana bolognese, nell’Alta Valle del Reno il collegamento con la Regione Toscana è assicurato dalla SS 64 “Porrettana” (principale alternativa) di pertinenza nazionale (quindi, gestione A.N.A.S.) per le seguenti tratte:

– da Pistoia al confine con la Regione Emilia-Romagna in località Ponte della Venturina (Comune di Alto Reno Terme), per circa 30 Km;

– da Ponte della Venturina all’innesto della variante in località Silla (Comune di Gaggio Montano), per una lunghezza di circa 7,6 Km;

– dall’innesto della variante in località Marano (Comune di Gaggio Montano), sino a Ferrara, passando per la città di Bologna, per un’estensione di circa 96,4 Km.

Nel febbraio 2019 la strada Porrettana, in corrispondenza dell’abitato di Pavana nel Comune di Sambuca Pistoiese, è stata interessata da un grave fenomeno di dissesto idrogeologico, che ha causato l’interruzione totale della strada sino al mese di novembre 2019, e poi, da allora, e sino a tutt’oggi, la riapertura a senso unico alternato, preclusa al transito dei mezzi con peso superiore a 3,5 T.

La chiusura totale della strada per circa 9 mesi, in coincidenza con le due stagioni di maggiore afflusso turistico (primavera ed estate), ha cagionato al tessuto economico dell’Alta Valle del Reno un gravissimo danno, tuttora in via di quantificazione, e non ancora risarcito.

Infatti, la Regione Emilia-Romagna, con colpevole ritardo rispetto a quanto invece effettuato dalla Regione Toscana già nell’estate 2019, solamente lo scorso 18 gennaio 2021 ha dato mandato all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile “di trasferire all’Amministrazione Comunale di Alto Reno Terme il complessivo importo di € 200.000,00 (duecentomila/00), per l’attuazione dell’intervento di assistenza e sostegno al tessuto economico dei Comuni di Alto Reno Terme, Castel di Casio e Gaggio Montano, colpiti dalle conseguenze dell’interdizione del transito veicolare, con obbligo di viabilità alternativa, sul tratto stradale S.S. n. 64 Porrettana – km 30+200 – tra le località Pavana (PT) e Ponte della Venturina (BO), giusta Ordinanza ANAS n. 191/2019 – Area Compartimentale Toscana, dovuto alla frana del giorno 2 febbraio 2019”.
Tra i tempi di pubblicazione dei bandi e della valutazione delle domande, prima che gli interessati possano ricevere i dovuti indennizzi, passeranno quindi ancora parecchi mesi …

Attualmente, a due anni di distanza dall’evento franoso, persiste il divieto di transito agli automezzi di grandi dimensioni, ciò che comporta, come inevitabile conseguenza, l’impossibilità per quelli provenienti dalla Toscana di raggiungere il territorio dell’Alta valle del Reno, se non tramite l’autostrada A1 fino al casello di Sasso Marconi (situato oltre km 40 a nord), e successiva risalita verso sud mediante la SS 64 Porrettana, con evidente aggravio del traffico veicolare, oltre che di costi e oneri d’impresa.

Ma i disagi non sono finiti.

La strada provinciale 632 Traversa di Pracchia, strada alternativa, sarà interessata nei prossimi mesi da un cantiere di manutenzione straordinaria che durerà diverso tempo, dopo essere stata interrotta per oltre due anni a causa di un movimento franoso;

Non solo. Durante la scorsa estate, Anas ha annunciato l’avvio di opere di manutenzione straordinaria sulla SS Porrettana, e nello specifico nella galleria in località Signorino, con la previsione di una chiusura della stessa per almeno un anno, e quindi con l’impossibilità per i mezzi provenienti dall’area di Pistoia di utilizzare la Strada statale per raggiungere il territorio dell’Alto Reno.

Questi lavori, se confermati, avranno quindi un ulteriore impatto negativo sulla già precaria economia dell’Alta Valle del Reno.

Per questi motivi, ho recentemente presentato un’interpellanza alla Regione Emilia-Romagna, per sollecitare un fattivo intervento in merito a quanto sta per accadere al principale collegamento non autostradale a sud dell’area metropolitana bolognese.

In particolare, ho chiesto all’Assessore competente se sia a conoscenza dell’intenzione di Anas di procedere ad attività di manutenzione straordinaria sulla SS Porrettana all’interno della galleria in località Signorino (Comune di Pistoia), e quali ne siano le relative tempistiche; se la Regione Emilia-Romagna abbia in qualche modo potuto rappresentare, nelle sedi istituzionali, le gravi ricadute che l’interruzione del collegamento con la Toscana sulla SS Porrettana determinerà per tutte le attività economiche e commerciali dell’area territoriale a nord di Pistoia, e quindi, prime tra tutte, la zona dell’Alta Valle del Reno;  quali siano le contromisure, anche dal punto di vista economico, che la Regione intenda adottare per garantire i collegamenti tra le due Regioni, considerata la precarietà e la tortuosità di percorsi alternativi, già interessati da fenomeni di dissesto idrogeologico; quali siano le misure economiche che la Giunta intenderà adottare a supporto dei territori che verranno inevitabilmente danneggiati dall’interruzione del principale collegamento tra le due Regioni, analogamente a quanto stanziato a bilancio dell’Agenzia Regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile per l’evento del 2 febbraio 2019; più in generale, quali iniziative intenda adottare per garantire all’area appenninica più distante dell’area metropolitana di Bologna, in una fase economica drammaticamente sconvolta dall’emergenza Covid, ogni più ampia tutela.

Attendiamo risposte.