Che flop il sostegno alle imprese della montagna!

Il Presidente Bonaccini lo aveva sbandierato a destra e (soprattutto !) a sinistra: la montagna è una priorità per la Regione, pieno sostegno alle imprese ed ai lavoratori autonomi dei Comuni montani mediante dimezzamento e azzeramento dell’Irap ! “Stanzieremo 15 milioni di euro per sostenere le attività del nostro Appennino !“, aveva tuonato sicuro e orgoglioso il nostro Governatore (leggi qui).

Peccato che i milioni per ogni annualità non siano stati 15 ma 12 (20% in meno), ma, soprattutto, peccato che di questo beneficio economico non abbia potuto usufruire oltre il 45% degli aventi diritto.

Un vero e proprio flop, è il caso di dirlo.

Procediamo però con ordine, e, soprattutto, con i documenti alla mano.

Il 1 agosto 2019 il Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna approvava la legge n° 18 (“SOSTEGNO ALLE IMPRESE LOCALIZZATE NELLE AREE MONTANE E NELLE AREE INTERNE DELL’EMILIA-ROMAGNA”, titolo definitivo a seguito della modifica apportata successivamente, in data 10.12.2019; leggi qui), con la quale la Regione stabiliva la concessione di un contributo, proporzionale a quanto dovuto alla Regione a titolo di IRAP per l’anno d’imposta 2017, in favore delle imprese e dei lavoratori autonomi situati in Comuni montani e “negli ulteriori comuni ricompresi nelle Aree Progetto delle Aree interne Alta Valmarecchia, Appennino piacentino-parmense e Appennino emiliano e basso ferrarese”.

Secondo il dettato legislativo, il contributo in questioneviene concesso per il periodo di imposta 2019 e per i due periodi di imposta successivi a favore dei soggetti di cui al comma 1 con una imposta lorda totale dovuta nel 2017 non superiore a euro 5.000,00(art. 1, comma 2).Il contributo sarà corrispondente al cento per cento del valore dell’imposta lorda dovuta fino a euro 1.000,00 e al cinquanta per cento per gli importi restanti maggiori di euro 1.000,00 e fino a un massimo di euro 5.000,00(art. 1, comma 3).

Invece, “per le imprese costituite dal 1° gennaio 2018, il contributo sarà fino ad euro 3.000,00 per ogni periodo di imposta di cui al comma 2(art. 1, comma 4).

A tal fine la Regione stanziava 12 milioni all’anno per tre anni, per un importo complessivo quindi di 36 milioni sul triennio 2019-2021, e con la delibera di Giunta n° 1520 del 16.9.2019 approvava il bando (vedi qui) contenente i criteri e le modalità per la presentazione delle domande.

Ma a quanti soggetti potenzialmente interessati si stava facendo riferimento ? 

Secondo le stime della Regione alla data del 19.6.2019 – quindi prima dell’estensione agli ulteriori territori prevista dalla modifica operata con la L.R. 29/2019 – il numero delle imprese complessivamente interessate dal progetto di legge regionale era pari a n° 11.566 (rif. richiesta accesso agli atti consigliere Facci, pratica 381/2019).

 

 

 

 

L’obiettivo dichiarato dalla Regione con la predisposizione del predetto progetto di legge era quello di “favorire il mantenimento e lo sviluppo delle attività produttive” insediate nei comuni montani e nelle aree interne (art. 1, comma 1);

 

Secondo quanto precisato dalla Regione, le richieste di contributo inviate tra il 30 settembre ed il 31 dicembre 2019 (il precedente termine di scadenza del 2.12 è stato prorogato al 31.12.2019 dalla DGR 2250 del 22.11.2019) sono risultate pari a n° 6.236.

A fronte di tali domande, il “Servizio qualificazione delle imprese, direzione generale economia della conoscenza, del lavoro e dell’impresa della Regione Emilia-Romagna“, ha adottato 14 provvedimenti di autorizzazione, così articolati:

Numero e data determinazione N° richieste ammesse Importi complessivi (nel triennio)
4028 del 10.3.2020 98 426.765
4432 del 16.3.2020 494 1544968,5
5287 del 30.3.2020 495 1977976,5
5812 del 7.4.2020 499 1656801
6428 del 16.4.2020 493 1801629
6675 del 21.4.2020 494 1863265,5
7065 del 27.4.2020 492 1846599
7693 del 7.5.2020 492 2002372,5
8196 del 15.5.2020 495 1729392
8596 del 22.5.2020 441 1533249
9057 del 28.5.2020 459 1512543
9714 del 9.6.2020 426 1522102,5
11162 del 1.7.2020 422 1694137,5
12577 del 21.7.2020 70 301999,5
Totale domande 5870 €  21.413.801

Il totale delle domande ammesse è risultato quindi pari a n° 5.870, per un importo complessivo di € 21.413.801, a valere sul triennio 2019-2021.

Le richieste rigettate, con i motivi più vari (i principali motivi di esclusione riguardavano l’assenza di regolarità contributiva dei soggetti richiedenti), sono state 239, come stabilito dalla determina dirigenziale n° 12081 del 14 luglio 2020.

A ben vedere, quindi, a fronte di una originaria platea di n° 11.566 soggetti passivi di imposta Irap nei territori montani, a seguito del bando approvato con la DGR 1520 del 2019 le domande complessivamente presentate sono state solo n° 6.236 (anche se i documenti evidenziano un totale di 6.109 richieste, di cui 5.870 ammesse a contributo, e 239 escluse), che hanno pertanto impegnato giusto il 60% delle risorse (36 mln) stanziate nel bilancio triennale.

Solamente il 54% degli aventi diritto allo sgravio d’imposta ha quindi fatto richiesta alla Regione !

Poco più della metà. E la circostanza, trattandosi di contributo economico di sostegno, quindi senza condizioni e/o vincoli, è decisamente sorprendente.

Per quale motivo il titolare di un’attività dovrebbe rinunciare a percepire un qualche beneficio economico, soprattutto se questo è “a costo zero” ???

La risposta non può che essere solamente una: il bando in questione è rimasto praticamente sconosciuto, ben 5.330 imprese (il 46%) non hanno presentato alcuna domanda.

E questo verosimilmente perchè non ne erano al corrente.

Insomma, i proclami di Bonaccini, con tutta evidenza, restano tali: l’affermazione “meno irap, più imprese in montagna” continua per ora a rimanere uno slogan.

E’ sicuramente il caso di cambiare qualcosa, in Regione, se vogliamo sostenere la montagna.

Per prima cosa, questo bando va riaperto, come richiesto dai consiglieri della LEGA (leggi qui), per consentire a TUTTE le attività della montagna di beneficiare dello sgravio Irap.

Poi, successivamente, bisognerà cominciare a fare funzionare qualche ufficio: meno burocrazia, più efficienza. Ma di questo parleremo in un prossimo intervento.

Intanto, prendiamo atto di questo incredibile flop.