Nuovo fiato e speranza al termalismo dell’Alto Reno?

Porretta Terme _ Michele Facci

 

Con la vendita all’asta fallimentare dell’ultimo immobile rimasto (ultimo, ma tra i più importanti, in quanto si tratta dell’ex Albergo Castanea, collegato allo stabilimento termale, e chiuso da anni), si può forse ipotizzare un futuro più roseo per il termalismo del territorio dell’Alto Reno, e comunque in generale per la ripresa del movimento turistico nel suo complesso.
Continuo comunque a rimanere fermamente convinto che un moderno termalismo deve prevedere l’uso plurimo delle acque minerali, e quindi permettere anche ai terzi (non titolari della concessione) di ottenere la SOMMINISTRAZIONE delle acque.

Per questo motivo, dopo averci già provato – ahimè, invano – nella scorsa legislatura, questa mattina ho riproposto la questione all’ufficio legale della Regione, affinché venga redatto un Progetto di legge di modifica della Legge regionale 32 del 1988.
Dopo il passaggio agli uffici, ci sarà l’esame nell’ambito delle commissioni consiliari in via di costituzione (il 28 febbraio p.v. avremo l’insediamento del Consiglio), e quindi, in seguito, il passaggio in aula.

Sarà il momento decisivo per provare a ridare fiato e speranza ad un territorio estremamente ricco di acque preziose, ma molto povero di menti “aperte” e coraggiose…

Manteniamo l’ottimismo, in ogni caso !

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