Bibbiano e il sindaco Carletti

Il provvedimento della Corte di Cassazione sulla misura cautelare al sindaco di Bibbiano Andrea Carletti sta scatenando una raffica di comunicati al vetriolo da parte degli esponenti del PD, ad ogni livello territoriale ed istituzionale (“chiedete scusa”, “Carletti vittima di gogna mediatica”, “avete speculato”, “sciacalli”, ecc ecc).
E qui assistiamo, ancora una volta, ad una vera campagna di disinformazione da parte della sinistra.

Vi spiego perché: ferma la presunzione di innocenza (che vale per qualsiasi indagato), i reati contestati dalla Procura di Reggio Emilia al sindaco di Bibbiano Carletti rimangono tali, non sono stati valutati nel merito. Per questi, deve decidere ancora il Tribunale di Reggio Emilia.
Ricordo che sono reati che riguardano il ruolo amministrativo del Sindaco e sono, per l’esattezza, il reato di abuso d’ufficio e falso ideologico.

La Cassazione ha stabilito (solo) che non vi fossero i presupposti per l’applicazione della misura cautelare (prima gli arresti domiciliari, poi l’obbligo di dimora), ma non ha certo stabilito che egli non dovesse essere indagato

La differenza è fondamentale, e chi fa finta di non comprenderla è con tutta evidenza in malafede.

Quindi, l’invito a “parlare di Bibbiano” rivolto al PD non solo era fin da subito corretto, ma resta attuale (e fondato) nei suoi contenuti di fondo: perché il PD della provincia di Reggio Emilia, a prescindere dai fatti contestati a Carletti, non ha ancora chiarito come mai il centro “La Cura” era da considerarsi un’eccellenza ed un modello da ripetere anche in altri territori. Come mai bambini allontanati dalle famiglie fossero affidati ad esponenti del mondo LGBT. Come mai il “metodo Foti” venisse considerato positivamente ed ampiamente supportato con soldi pubblici.

Tutte circostanze emerse molto bene dai lavori della nostra commissione di inchiesta regionale e che, naturalmente non hanno trovato alcuna risposta.

Ecco perché, oggi più che mai, occorre continuare a “parlare di Bibbiano” !