È di questi giorni la notizia che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha impugnato avanti alla Corte Costituzionale la Legge regionale 5 del 3 giugno 2019, “Disposizioni urgenti in materia di organizzazione”.

Di quella legge, i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, tramite il relatore Michele Facci, avevano fin da subito rappresentato evidenti criticità, a partire proprio dalla disposizione (art. 1) relativa alle graduatorie, specifico oggetto di censura da parte dell’Avvocatura generale dello Stato.

Su quella norma il gruppo di Fratelli d’Italia aveva infatti dichiarato la non partecipazione alla votazione finale, proprio perché detta norma disattendeva volutamente una disposizione di legge superiore, così prestandosi a facili contestazioni, poi puntualmente arrivate dal Governo nazionale.


Fratelli d'Italia, Michele Facci


L’evidente forzatura compiuta dalla Giunta Bonaccini al momento ha già determinato un danno erariale di € 20.000, corrispondente al costo della difesa legale che la Regione dovrà sostenere avanti alla Consulta per “difendere” la propria legge ritenuta incostituzionale.

Una stretta osservanza della normativa nazionale e, soprattutto, una maggiore capacità di ascolto delle valutazioni contrarie che Fratelli d’Italia aveva chiaramente espresso in sede di dibattito assembleare, avrebbero evitato alla Regione di vedere impugnata una propria legge da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, così come un inutile esborso di denaro pubblico, in evidente contrasto con il disposto di cui all’art. 97 Costituzione.