Abbiamo chiesto alla politica di parlare di Bibbiano.

In particolare lo abbiamo chiesto al Partito democratico. E lo abbiamo chiesto non tanto perché, nell’ambito dell’inchiesta denominata “Angeli e Demoni”, è finito agli arresti domiciliari un sindaco del PD (Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano), bensì in quanto per il PD emiliano-romagnolo i Servizi sociali della Val d’Enza hanno sempre rappresentato un modello da seguire e da proporre.

D’altronde, già nel maggio 2016, proprio a Bibbiano, l’Unione Val d’Enza, l’Azienda Usl di Reggio Emilia ed il Cismai, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Reggio Emilia, organizzavano il convegno “Quando la notte abita il giorno: l’ascolto del minore vittima di abuso sessuale e maltrattamento. Sospetto, rivelazione, assistenza, giustizia“.

La realizzazione del convegno – come recita testualmente la scheda di presentazione – venne determinata, oltre che dall’esigenza di un confronto tra tutti i soggetti impegnati nel settore, “dall’esperienza diretta che il Servizio Sociale Integrato dell’Unione Val d’Enza e l’AUSL di Reggio Emilia hanno maturato per aiutare le persone di minore età vittime di violenza, sostenendole nei percorsi di cura e di tutela giuridica” (sic…).

E a cantare le gesta dei Servizi sociali della Val d’Enza, in quell’occasione, vi furono esponenti di spicco del Partito democratico emiliano-romagnolo: da Paolo Colli, ex sindaco di Montecchio ed ex presidente dell’Unione dei Comuni della Val D’Enza dal 2014 al 2018 (anch’egli indagato nell’inchiesta in corso a Reggio Emilia), a Giammaria Manghi, Presidente della Provincia di Reggio Emilia dal 2014 al 2018 (attualmente “braccio destro” del Governatore Stefano Bonaccini in Regione), per terminare con la Consigliera regionale Roberta Mori, promotrice della legge contro la “omotransnegatività”, Presidente della Commissione Parità della Regione, e buona amica della responsabile dei servizi sociali Federica Anghinolfi, esponente della comunità LGBT di Reggio Emilia, e ritenuta dal Tribunale una vera e propria figura centrale nell’inchiesta giudiziaria in corso.

In quel contesto, ebbero modo di intervenire numerosi relatori, a diverso titolo qualificati, tra i quali ben nove (!) degli attuali indagati nel processo penale nato dall’inchiesta “Angeli e Demoni”, tra i quali svetta la coppia Claudio Foti / Nadia Bolognini, ovvero i responsabili dell’associazione piemontese (privata) “Hansel e Gretel“, che dagli incarichi indebitamente ricevuti dall’Unione Val d’Enza – come emerso dalle indagini e riportato da tutti i media – avrebbe ricavato negli anni guadagni stellari.

Solo pochi mesi dopo, nel settembre 2016, a Bibbiano venne inaugurato un nuovo centro sperimentale, “La Cura”, presentato dal Sindaco Carletti e dall’Ausl di Reggio Emilia come “uno spazio costruito a misura di bambino, in grado di accogliere e prendersi cura dei troppi minori che hanno bisogno di un sostegno specialistico per guarire dalle ferite e dalle violenze da cui sono stati segnati … La Val d’Enza negli ultimi anni è stata chiamata ad investire in maniera prioritaria sul presidio e la cura delle situazioni di abuso sessuale e grave maltrattamento, rispetto al quale si è qualificata come un distretto innovativo ed efficace per la qualità e appropriatezza degli interventi…“.

Purtroppo non l’ha pensata esattamente così il Tribunale di Reggio Emilia, che nelle decisioni finora assunte ha descritto una realtà completamente difforme, indagando allo stato attuale – a vario titolo – 29 persone, ed adottando importanti misure cautelari nei confronti di alcuni di esse, stante l’evidenza del quadro probatorio emerso dalle indagini.

Anche in quell’occasione, per presentare alla cittadinanza un centro di eccellenza della sinistra emiliano-romagnola, troviamo di nuovo schierato lo stato maggiore del Partito Democratico: dai “soliti” Paolo Colli e Andrea Carletti, alla sempre presente Consigliera regionale Roberta Mori, per terminare con l’On. Vanna Iori, oggi Senatrice (allora Deputato) del PD.

 

Siamo solo all’inizio. Nel mese di giugno 2018, a Reggio Emilia, “Hansel e Gretel” organizzava un convegno dal titolo emblematico “Quale speranza di ascolto e cura per la sofferenza dei bambini ?“, sotto l’egida dell’Amministrazione comunale (porterà il saluto il ViceSindaco Matteo Sassi, del PD) e del Servizio sanitario regionale. Nel palinsesto dell’evento, troviamo i contributi di numerosi operatori e professionisti, tra i quali ovviamente il “guru” di Hansel e Gretel, Claudio Foti, ed altre persone coinvolte nell’inchiesta penale di Bibbiano.

Ma è ad ottobre del 2018, ad indagine “Angeli e Demoni” in pieno corso, che la Regione Emilia-Romagna e l’Unione Val d’Enza, con l’Azienda Usl di Reggio Emilia ed altri partners, organizzavano un convegno per illustrare, dopo due anni, i risultati del progetto sperimentale “La Cura”.

Nella locandina dell’evento “Rinascere dal trauma: il progetto “La Cura”. Un convegno per approfondire il tema del trauma infantile, le possibilità per arginarlo, le esperienze per curarlo“, tenutosi proprio a Bibbiano il 10 ed 11 Ottobre 2018, così veniva esaltato il Centro sperimentale dei Servizi sociali della Val d’Enza:  << “La Cura” è un servizio innovativo in cui i bimbi vittime di gravi traumi psicologici, quali la violenza sessuale e i maltrattamenti, vengono seguiti con psicoterapie specifiche e assistenza socio-sanitaria competente ma è anche un luogo, uno sguardo, un protocollo fuori dall’ordinario per affrontare, senza chiudere gli occhi e senza farsi sopraffare, le situazioni più complesse in tema di violenza sui minori >>.

Purtroppo, le indagini della Magistratura stanno accertando ben altri metodi utilizzati in quel Centro considerato di “avanguardia” per la gestione dei minori.

Anche quella volta, era presente tutto lo stato maggiore del Partito Democratico di Reggio Emilia, per festeggiare il secondo compleanno del progetto considerato il fiore all’occhiello della Regione Emilia-Romagna: dal Sottosegretario alla Presidenza della Regione, Giammaria Manghi, alla Senatrice Vanna Iori, per terminare con i padroni di casa Andrea Carletti (sindaco di Bibbiano) e Paolo Burani (presidente dell’Unione Val d’Enza). Presenti inoltre importanti figure istituzionali della Regione, come la Direttrice della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati (e Giudice onorario presso il Tribunale dei minorenni dell’Emilia-Romagna), Elena Buccoliero, e il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione, Clede Maria Garavini.

Oltre a tecnici, professionisti, figure di rilievo del Servizio sanitario regionale e provinciale e dei Servizi sociali (con in testa Federica Anghinolfi, considerata figura centrale dell’inchiesta giudiziaria in corso), nonché, naturalmente, a tutto lo staff di Hansel e Gretel (con Claudio Foti e Nadia Bolognini) e collaboratori vari.

Per concludere con Fadia Bassmaji, responsabile “artistica” dell’evento, coinvolta anch’ella nell’indagine “Angeli e Demoni” in quanto affidataria di una minore allontanata dalla famiglia originaria, ed indagata per falsa perizia, frode processuale, maltrattamenti in famiglia, abuso d’ufficio.

Nella primavera del 2019, la Procura di Reggio Emilia si avvia a concludere le proprie indagini, ed il Tribunale adotta numerose misure cautelari (arresti domiciliari, divieti di comunicazione, sospensione dall’attività, divieto di avvicinamento) nei confronti di alcune delle persone indagate: l’inchiesta “Angeli e Demoni” diventa così di pubblico dominio, e vengono rese note le modalità con le quali diversi minori allontanati dalle proprie famiglie erano seguiti nel centro sperimentale “La Cura” di Bibbiano.

L’imbarazzo del Partito Democratico è enorme: il Sistema sociale dell’Unione Val d’Enza, considerato un autentico modello da seguire, finisce al centro di un’inchiesta giudiziaria di tale dimensione e gravità.

Nonostante l’importanza dei reati contestati, e l’evidente ruolo della Regione Emilia-Romagna – oltre naturalmente ai minori direttamente interessati ed ai loro familiari – quale parte offesa, il governatore Bonaccini non ha ancora conferito mandato all’Ufficio legale regionale per la tutela dell’immagine delle istituzioni, più volte sollecitata dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia. Circostanza quantomeno sospetta, e  che tradisce un’evidente difficoltà della sinistra nel puntare l’indice nei confronti di persone e strutture, con le quali sussiste quantomeno una posizione di conoscenza e colleganza.

Anche l’Istituzione della Commissione regionale di inchiesta, approvata con colpevole ritardo dalla maggioranza di centro-sinistra, appare con tutta evidenza un debole tentativo di tacitare le incalzanti richieste delle opposizioni, più che un reale intendimento dell’assemblea legislativa di compiere un’operazione “verità”. Prova ne è il papocchio portato a termine per la nomina dell’Ufficio di Presidenza, blindato dal PD e dalla Sinistra con la complicità del Movimento 5 stelle, la cui esponente – proprio a Reggio Emilia – difende l’operato della dirigente indagata Federica Anghinolfi.

Insomma: centro-destra escluso dalla cabina di regia della Commissione d’indagine, per meglio gestire la “patata bollente” improvvisamente finita sui tavoli di via Aldo Moro (sede della Regione; n.d.r.).

Ecco perché diventa difficile per il Partito Democratico parlare di Bibbiano: perché dovrebbe ammettere di avere esaltato per anni un sistema rivelatosi non solo fallimentare, ma addirittura criminoso.

E di averlo ampiamente finanziato con i denari dei cittadini.

Ma di questo parleremo nella prossima puntata.

 

(fine seconda parte)