Il 19 dicembre scorso, il Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato il bilancio di previsione 2019, con il voto contrario di tutte le opposizioni.

Alcuni dati numerici, per rendersi conto di quali siano i valori economici in campo: per l’esercizio finanziario 2019 sono state previste entrate per oltre 17 miliardi di euro (precisamente: 17.198.610.846,38 entrate di competenza e 17.026.256.859,34 di cassa). Gli impegni di spesa, ovviamente (per il principio della parità di bilancio), sono corrispondenti.

La giunta Bonaccini, come prevedibile, ha ampiamente lodato e magnificato il proprio operato, evidenziando le varie risorse stanziate a vantaggio dei cittadini, nonchè alcune misure indubbiamente significative e positive (come quelle a favore delle attività produttive nei Comuni montani, o l’abolizione del superticket sanitario, per esempio), ma certamente non  sufficienti all’interno di una manovra economica di queste dimensioni.

Tuttavia, nonostante i vari giochi di prestigio messi in campo dalla Giunta per nascondere il reale stato di salute delle finanze regionali, la verità è venuta inevitabilmente a galla: il bilancio regionale si sta infatti trascinando da diversi anni un importante disavanzo, che nel bilancio 2019 è pari ad oltre 2 miliardi di euro (precisamente € 2.090.604.542,70, così composto : € 1.216.226.214,33 corrispondente a debito autorizzato e non contratto, ed € 874.378.328,37 derivante dall’accantonamento al fondo di anticipazioni di liquidità).

Alla data del rendiconto 2017, questo disavanzo era pari ad € 2.161.909.038,47, ciò che significa come in un anno di esercizio il debito sia stato ridotto solamente di circa 71 milioni: di questo passo, ci vorranno oltre 30 anni  (!!!) per ripianare questo debito oramai “strutturale” (compare a bilancio da molti anni), soprattutto in assenza – come ho denunciato nel mio intervento in aula – di un piano serio e responsabile di ristrutturazione.

D’altronde, che la Regione non brilli per virtuosismo finanziario lo si può evincere anche da come ha gestito la partita dei prodotti c.d. derivati (tre contratti di IRS & Collar), che determineranno, anche nella più rosea delle prospettive di andamento dei tassi, una perdita di 210 milioni di euro al 2032 ! E questo perchè qualche funzionario non troppo zelante ha ben pensato, nel 2009, di modificare i contratti in essere portandoli ad un tasso fisso del 5,25 %, con conseguenti perdite costanti tra i 7 e i 9 milioni annui dovute al differenziale tra gli interessi. Roba da denuncia per responsabilità contabile.

A fronte di questa finanza “creativa” della Giunta Bonaccini (legittima dal punto di vista meramente formale, ma evidente indice di irresponsabilità nella gestione del denaro pubblico), il giudizio politico di chi sta all’opposizione non può certo essere di benevolenza.

Se poi si aggiunge come numerose richieste di emendamenti e ordini del giorno di assoluto buonsenso e necessità (ho personalmente presentato richieste di maggiori risorse in favore dei Vigili del fuoco per le attività di protezione civile; delle attività agricole nelle zone di crinale; delle bande musicali e dei cori di montagna; per la ristrutturazione e riqualificazione dei rifugi nelle aree appenniniche; per il supporto alla castanicoltura da frutto; per la riqualificazione e la promozione delle strutture recettive termali; per il finanziamento di uno studio di fattibilità per il rifacimento del ponte di collegamento tra Porretta Terme e Castel di Casio nella località Passo del Soldato) siano state non solo bocciate dalla maggioranza, ma nemmeno prese in considerazione, il voto contrario alla manovra di bilancio per il 2019 – relegata sempre più ad una manovra spot in funzione delle prossime elezioni regionali – diventava decisamente un atto dovuto.

Non senza dimenticare come anche in questa occasione la Giunta abbia respinto tutte le richieste (provenienti, per chiarezza, solamente da Lega, Movimento sovranista e 5 stelle) di riaprire la discussione circa i criteri di mantenimento dei Punti nascita negli Ospedali della Regione.

Bilancio da bocciare senza se e senza ma, quindi.

Trovo pertanto abbastanza ridicole le accuse mosse in questi giorni  dalla sinistra alle opposizioni in Regione, rispetto ad alcuni provvedimenti contenuti nel “pacchetto bilancio”, certamente positivi, ma che, oltre a non essere votabili separatamente dal contesto generale (in cui troviamo, inevitabilmente, tutte le voci di spesa tipicamente politiche dell’Amministrazione regionale, come le spese sul fronte dell’accoglienza “senza filtri”, quelle dell’inutile cooperazione internazionale, o quelle di supporto vario alle lobbies LGTB, solo per citarne alcune), sono frutto di quella gestione finanziaria che – come visto – mantiene colpevolmente un elevato indebitamento delle risorse pubbliche, “scaricando” di fatto i costi e gli imprevisti sugli esercizi successivi, e quindi sulle prossime generazioni.

Se questo è l’inizio, prepariamoci ad una campagna elettorale piena di fake news, allora.