L’Assessorato regionale alla Sanità ha appena messo a gara (scadenza 15.10.2018) la fornitura di vaccini pneumococcici per bambini in età pediatrica per il periodo 2019-2022, sul presupposto che il vaccino 10 valente (PCV 10) e 13 valente (PCV 13) siano equivalenti, dal punto di vista della capacità di immunizzazione rispetto al batterio Streptococcus Pneumoniae, principale responsabile delle infezioni da polmonite e meningite.

Ricordo, al riguardo, come la somministrazione del vaccino pneumococcico in età pediatrica sia supportata dal Servizio sanitario regionale.

Poiché il vaccino decavalente PCV10 è più economico del 13 valente PCV13, e visto che la gara indetta prevede quale criterio di aggiudicazione quello del prezzo più basso, è intuibile come la fornitura dei vaccini verrà assegnata a chi produce e commercializza il vaccino PCV10. Tutto a discapito però dei bambini, che non riceveranno più una vaccinazione completa, in quanto rimarranno esclusi gli ulteriori tre sierotipi (il 3, il 6a e il 19a) non coperti dal vaccino PCV10.

Il motivo della decisione della Regione non è chiaro, in quanto la stessa Commissione Regionale Vaccini, appositamente costituita per elaborare indirizzi in materia di vaccinazioni, aveva espresso pareri univoci, seppure informali, nel considerare il vaccino PCV 13 come il più avanzato contro le malattie infettive pediatriche.

Inoltre, lo stesso “Calendario vaccinale per la vita 2016”, divenuto Livello Essenziale di Assistenza in Italia nel 2017, aveva confermato come “la presenza nel vaccino di più recente sviluppo e largo utilizzo dei polisaccaridi coniugati di alcuni dei pneumococchi attualmente maggiormente implicati nelle patologie pediatriche (19a, 1 ,3, 5, 6a, 7) ha permesso di ottenere immediatamente dopo l’applicazione un’elevata efficacia verso l’85-90% circa delle forme invasive pneumococciche dell’infanzia”.

E proprio il vaccino 13 valente venne scelto dalla Regione Emilia-Romagna nel 2010, al posto del 10 valente, sul presupposto che in tal modo l’offerta vaccinale fosse più completa e scientificamente corretta.

Oggi, invece, nel dichiarato obiettivo di risparmiare sull’acquisto dei farmaci, la Regione – disattendendo l’orientamento della Comunità scientifica – ha inteso equiparare i due vaccini in ordine all’efficacia degli stessi dal punto di vista della copertura immunizzante, ed ha indetto una gara dove il requisito scriminante non sono più le qualità medico-scientifiche del prodotto, bensì il semplice prezzo.

Accettando così il rischio che bambini in età pediatrica non siano immuni dall’aggressione di alcuni sierotipi del pneumococco.

La tutela della salute, ancora una volta, lascia il posto a mere valutazioni economiche.

Un’altra perla della Giunta Bonaccini. Solo che, questa volta, a rimetterci sono i soggetti più deboli per definizione: i bambini.