E’ proprio il caso di dirlo: meglio tardi che mai !

Dopo avere proceduto senza sosta, e soprattutto senza alcun tipo di dubbio in proposito, nel progetto di ampliamento del sito di stoccaggio di gas naturale di Minerbio (Bologna), adesso la Regione ha richiesto al Governo un supplemento di valutazione tecnica circa la fattibilità dell’opera, con particolare riferimento alle problematiche ripetutamente sollevate, da più parti, circa l’effettiva sicurezza del richiesto ampliamento.

Ricordo che il sito di stoccaggio di gas naturale di Minerbio è il maggiore d’Italia, e uno dei principali in Europa, con un serbatoio capace di contenere circa 2,5 miliardi di metri cubi, che corrispondono al 25% dell’intera riserva nazionale. Negli anni scorsi, la società Stogit che gestisce l’impianto aveva presentato un progetto per l’ampliamento della capacità di stoccaggio fino al 107%: un progetto che aveva ricevuto il nulla osta del Ministero dell’Ambiente e che, a seguito del parere favorevole di Via, aveva poi trovato il raggiungimento di un’intesa tra Regione e parti interessate. Occorreva però ottenere l’autorizzazione definitiva da parte della Regione Emilia-Romagna.

Tuttavia, numerosi tecnici ed esperti del settore avevano ripetutamente segnalato alle Autorità ed Istituzioni competenti il rischio dell’incremento di fenomeni di microsismicità, dovuti alla sovrappressione dell’impianto, e che il richiesto ampliamento avrebbe certamente determinato.

Personalmente, avevo avanzato una precisa interrogazione all’Assessorato competente, raccogliendo le sollecitazioni e le preoccupazioni espresse dagli abitanti dei territori interessati.

Ora, finalmente, è giunto il ripensamento e la giusta prudenza da parte della giunta Bonaccini: da poche settimane è stata infatti richiesta al Governo Conte una nuova valutazione circa le ripercussioni ambientali e tecniche del progetto di ampliamento del deposito di gas, e, soprattutto, dell’aumento della pressione di stoccaggio.

Dopo i tragici fatti di Genova, che hanno messo in luce le gravi negligenze della politica rispetto alle segnalazioni critiche provenienti dai territori (che si tratti di ponti o di depositi di gas, le problematiche in tema di sicurezza sono le medesime), non vogliamo più di tanto indagare le vere ragioni della sostanziale retromarcia della Regione sul sito di Minerbio, se cioè si tratti di reale ripensamento o di mero tatticismo preelettorale.

L’importante, alla fine, e come sempre, è il risultato atteso dai cittadini.