Finalmente una buona notizia per i tanto bistrattati pendolari delle ferrovie regionali !

Dal prossimo 1 settembre, infatti, gli abbonati al servizio ferroviario regionale potranno viaggiare gratuitamente sugli autobus di linea urbana, in 13 comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti. Questo è quanto previsto dal Patto per il trasporto pubblico regionale e locale in Emilia – Romagna per il triennio 2018/2020 , che prevede appunto, tra le varie azioni, un’integrazione tariffaria treno/bus, diretta ad incentivare la mobilità pubblica, e a rendere la stessa fruibile ad un numero sempre più elevato di utenti, del tutto gratuitamente per gli stessi.

Non è certo gratuito in assoluto, però: la Regione Emilia-Romagna, attraverso i fondi POR-FESR 2014-2012, prevede di spendere circa 5,3 milioni per il primo anno (con ipotesi di aumento del 10% nel triennio), da destinare alle aziende di Trasporto pubblico locale interessate dal programma di integrazione tariffaria. Quindi, per intenderci, e per fare un esempio sulla città di Bologna, la Regione pagherà all’azienda TPER gli importi corrispondenti agli abbonamenti per il bus urbano che saranno dati gratis ai pendolari della ferrovia.

Ma … e i pendolari “su gomma” ?!?  Quanti sono coloro che vivono in zone di estrema periferia (nel contesto provinciale e metropolitano), dove i collegamenti ferroviari sono assenti o comunque inidonei, e sono costretti ad utilizzare il trasporto bus extraurbano (la mitica corriera) per raggiungere le principali città ? Non dovrebbero essere considerati dei pendolari tanto quanto coloro che quotidianamente prendono il treno per andare al lavoro o nelle scuole ?  Secondo le ultime stime note, il servizio extraurbano e suburbano, nel solo bacino di Bologna, trasporta circa 5,8 milioni di passeggeri all’anno (extraurbano), e 11,1 milioni pax/anno (suburbano).

E invece, proprio i bacini di Bologna, Piacenza e Ferrara, a differenza degli altri territori, non prevedono l’integrazione tariffaria gratuita per i “pendolari delle corriere”: per costoro il trasporto urbano rimane a pagamento.

Non vi è però alcuna motivazione per mantenere questa evidente disparità di trattamento: se l’obiettivo è quello di offrire una mobilità pubblica sempre più sostenibile e vantaggiosa per l’utenza, occorre che vi sia un comportamento omogeneo ed unico sulla stessa materia su tutto il territorio regionale, anche nell’ottica di perseguire al meglio gli obiettivi del Pair 2020 della Regione Emilia-Romagna.

Se i pendolari della ferrovia, per molti aspetti, sono (ancora) considerati cittadini di serie B, quelli del trasporto extraurbano, in che serie li collochiamo ?!?

In realtà, in una Regione equa e giusta, dovremmo  giocare tutti nello stesso campionato.

(vedi la mia interrogazione)