“La Regione Emilia-Romagna, al fine di ridurre il numero di vittime sulla strada e i costi causati dagli incidenti stradali, interviene con azioni di educazione, formazione e diffusione della cultura della sicurezza stradale attraverso l’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale“.

Così si legge sul sito della Regione nella pagina dedicata alla Mobilità, in cui viene dato ampio risalto all’attività organizzata dall’Osservatorio, ed alle iniziative annualmente svolte: campagne scolastiche di sensibilizzazione alla sicurezza, crash test simulati, campagne di comunicazioni sociali rivolte ai motociclisti, al fair play tra gli utenti stradali, ai guidatori over 65, ai ciclisti.

Apparentemente, un esempio di grande impegno profuso dall’istituzione territoriale per eccellenza diretto a garantire (e ad educare a) la sicurezza sulle strade.

Ma è veramente tutt’oro quel che luccica ? Certo che no, e vi spiego perchè.

L’Osservatorio riceve dalla Regione la somma di € 320.000 annui per l’attività da svolgere sull’intero territorio regionale, e quindi, calcolando le nove provincie da Piacenza a Rimini, parliamo di nemmeno € 36.000 a testa! Decisamente un’inezia, specie se rapportati ai milioni di euro che le principali Amministrazioni comunali incassano annualmente dalle multe per violazione al Codice della strada (il solo Comune di Bologna guadagna dalle multe circa 42/43 milioni all’anno !), e che, proprio ai sensi dell’art. 208 C.d.s., dovrebbero essere destinati, in quota, anche a corsi didattici finalizzati all’educazione stradale.

Oppure, se vogliamo adottare un altro criterio: i 320.000 euro destinati nel 2018 dalla Regione per le attività dell’Osservatorio rappresentano (udite, udite !) la bellezza dello 0,002 % del proprio bilancio (circa 16 miliardi di Euro il rendiconto 2017).

E’ quindi evidente che se la sicurezza stradale costituisse veramente una priorità per viale Aldo Moro, nel bilancio regionale dovremmo trovare ben altri numeri e percentuali.

E proprio a proposito di numeri, la “prova del nove” di quanto scrivo è testimoniata dall’avvenuto respingimento di un ordine del giorno presentato dal sottoscritto all’esame dell’Assemblea legislativa, pochi giorni fa, in occasione dell’assestamento al bilancio 2018: chiedevo semplicemente che venisse valutata la necessità di implementare le risorse da destinare proprio all’Osservatorio, affinchè i progetti di sicurezza stradale potessero ricevere maggiore supporto e forza. Odg respinto, senza troppi giri di parole.

Per la maggioranza che sostiene Bonaccini la sicurezza stradale non è quindi una priorità: rimane solo un (bello) “spot”.